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Ritrovamenti archeologici

A Breguzzo è stato ritrovato un coltello di bronzo lungo 17 cm. e largo dai 2 ai 5 cm. a forma serpeggiante con schiena robusta e margini rialzati. Presso il filo ha da una parte una piccola risega per rendere più sottile la lama mentre il codolo è di forma rettangolare con incavo forato come da fotografia. Il ritrovamento è avvenuto nel 1856 in località Castello ed ha rappresentato un evento di eccezionale importanza.

La datazione è confermata dal Prof. Giacomo Roberti: "... alla prima età del bronzo appartengono i relitti di Bondo e Breguzzo ..." (Bazzoli Giambattista, 1912) anche nella pubblicazione "Repertorio topo grafico e cronologico dei rinvenimenti archeologici nel Trentino" nonché dagli esperti del Servizio Beni Archeologici della Provincia Autonoma di Trento.
Vera Bianco Peroni, nello studio su "I coltelli dell'Italia continentale" in "Priibistorische Bronzefunde" data la peculiarità del suddetto coltello a forma serpeg­giante lo pone a modello di una categoria, quella appunto dei "Coltelli a codolo tipo Breguzzo" caratterizzati da "... lama di foggia più slanciata con convessità sul dorso, massima verso la metà, che gradatamente si raccorda al codolo. Codolo di forma allungata e rettangolare, anziché ogivale, e raccordo a scalino con il taglio, che ha un andamento sinuoso. La sezione della lama è a lati concavi, con la facciata dorsale piatta o leggermente convessa".
Sufficienti elementi di giudizio consentono alla Vera Bianco Peroni di ..... collocare questo tipo all'inizio dell'età del bronzo finale" con la precisazione che gli "esemplari riferibili al tipo provengono tutti da una limitata area compresa tra il massiccio del Brenta e le adiacenze del Lago di Garda. Essi sono dunque il prodotto di una ristretta tradizione locale di bottega".

Scavi condotti a Breguzzo nel 1922 per ricavare sabbia da utilizzare nella ricostruzione delle case distrutte dal furioso incendio del 1915, hanno messo in luce, alla base del Castello, vicino alle ultime case del canto de sota, resti di un muraglione costituito da grosse pietre, evidente residuo di una antica costruzione. Sempre alla base occidentale di questo dosso sono state rinvenute ossa umane e di bruto (anche coma) nonché cocci di ceramica tra i quali riconoscibili dei boccali. Queste notizie sono state fornite da Carlo Ferrari "Pimpinel" di Breguzzo e da Lino Bonenti "Penac" di Bondo.
Verso la metà degli anni '70 secondo quanto riferiscono Giacomo Bonazza e Fulgido Ferrari di Breguzzo, in occasione degli scavi per la fossa Imhoff al servizio della fognatura comunale, alla base del versante nord-ovest sempre del Castello sono venuti alla luce altri scheletri ed alcune ciotole di ceramica.
Purtroppo non è stato possibile, per il mancato intervento di specialisti a suo tempo, addivenire ad una datazione sicura dei reperti. Appare comunque chiaro che una seria campagna di scavi nella zona potrebbe dare risultati interessanti.



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