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La Signoria dei Canonici del Duomo di Verona
Breguzzo, Bondo e Bolbeno, ai quali si sono aggiunti in un secondo tempo i nuovi nuclei abitati di Zuclo e di Giugià, hanno fatto parte, per un periodo lungo ed importante della loro storia (oltre 350 anni), di una immunità o territorio immunitario, del Capitolo (collegio dei canonici) del Duomo di Verona, racchiuso nell'ambito geografico del territorio trentino ma in diretto rapporto con l'imperatore del Sacro Romano Impero della Nazione Germanica e quindi sottratto alla potestà del Principe Vescovo di Trento.
Molto più ampia è stata invece l'immunità concessa al Capitolo di Verona la quale, oltre a riguardare il "fodro" od "albergaria" (ossia il diritto del signore in viaggio di esigere dalla popolazione vitto e alloggio per sè e foraggio e stallaggio per i cavalli), comprendeva il potere impositivo per tutte le entrate pubbliche e quello giudiziario sia per l'alta che la bassa giurisdizione cioè sia in campo penale che civile. Ne consegue che il Principe Vescovo di Trento non poteva interferire in questo territorio che costituiva un'isola indipendente all'interno del principato.
L'istituzione di questo territorio immunitario potrebbe farsi risalire ad un diploma dell'imperatore Berengario I, presumibilmente del 916 o del 918, che fa riferimento ad una donazione del vescovo Notkerio ai canonici del Duomo di Verona. Questo documento però è tenuto dai più per non autentico per vari motivi che non interessa approfondire in questa sede.
I diritti dei canonici appaiono chiaramente in un documento di poco successivo ossia nel codicillo del 927 al testamento del vescovo Notkerio (915-928), con questo atto il vescovo Notkerio lascia le sue decanie di Breguzzo, Bolbeno e Bondo nella Judicaria Summa Laganense, con i suoi uomini ed i suoi diritti, all'Ospizio della città di Verona.
Dopo il diploma con il quale Ottone II nel 983 riconosce una giurisdizione immunitaria del Capitolo, nel privilegio concesso da Enrico II nel 1014 i tre paesi di Bondo, Breguzzo e Bolbeno sono espressamente confermati tra i beni dei canonici
veronesi mentre la più ampia e chiara convalida dei loro diritti immunitari è espressa nel diploma del 1047 di Enrico III ed in quelli degli imperatori che gli sono succeduti. Secondo i termini giuridici del tempo, il Capitolo venne così a godere della "plenaria jurisdictio" detta anche "merum et mixtum imperium" ossia della più ampia giurisdizione.nto. Inoltre sempre i romani, appunto per via dell'abbigliamento, chiamavano alcune tribù galliche "Bracate".
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