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La Rocca di Breguzzo
La Rocca di Breguzzo sorge su di uno sperone di roccia che emerge isolato dalla ripida costa boscosa a nord ovest di Breguzzo. La vista è amplissima e spazia dalla Busa di Tione al Gruppo di Brenta, da Breguzzo e Bondo a Gavardina ed all'alta Valle del Chiese facendone una posizione ideale per il controllo del territorio e della sottostante strada romana detta ancor oggi sentér de la sémeda.
Questa strada collegava la Valle del Chiese con la Busa di Tione e, quindi, con la Val Rendena e le Valli di Non e di Sole, con Riva del Garda attraverso il Passo del Durone e con Trento attraverso Stenico e Toblino per l'antica via detta di San Vigilio.
Dalla Rocca si potevano agevolmente sorvegliare le fortificazioni della zona a partire da Castel Stenico, dal Castello di Zuclo (ricordato anche come Torre Romana) dalla Bastia di Baticler o Bastia di Tione, popolarmente bus de la bastia in quanto sita in caverna, fin verso Castel Romano. Tra questi luoghi, se in mani amiche, erano possibili scambi di segnali luminosi o, in caso contrario, il controllo a vista dei movimenti degli avversari o dell'arrivo di invasori.
Comunque, in base a quanto si è detto, la Rocca aveva principalmente la funzione di quello che i tedeschi chiamano "Burgstrasse" ossia castello di strada, di particolare rilevanza in epoca tardo antica e medievale.
Vi si saliva per un sentiero ripido, stretto e malagevole, con il fondo a tratti pavimentato con lastre di pietra per consolidarlo, che partiva dalla località "Capelina" di Breguzzo e passava per il "Maso". Sul piano sommitale, a 1.102 metri sul livello del mare, seminascoste da macerie, dal manto erboso e da una folta vegetazione arbustiva ed arborea, si possono intravedere le vestigia del fortilizio.
L'edificio era a forma trapezoidale con i due lati minori misurati rispettivamente 8 e 15 metri mentre i lati maggiori sono entrambi di circa 37 metri. Nell'angolo di nord ovest le evidenti tracce del mastio il cui basamento è costituito da conci di granito, come le altre murature, dello spessore di circa 50 centimetri. Sotto il mastio si nota un locale profondo circa tre metri, ingombro di detriti; si racconta che ancora qualche decina di anni fa, gettando dei sassi nella botola, se ne sentiva per molto tempo il caratteristico rumore che fanno rotolando.
Sarebbe stata questa una riprova della esistenza di un leggendario sistema di gallerie scavate nella viva roccia che avrebbero collegato la Rocca al sottostante dosso del Castello e questo con la zona allora di aperta campagna a sud del paese di Breguzzo.
Qui all'inizio del secolo, durante gli scavi per la costruzione di una casa, sarebbero stati ritrovati i resti di una galleria in gran parte franata.
Tornando alla pianta della fortificazione, si notano, oltre al mastio, i locali adibiti ad abitazione e deposito mentre non vi sono più tracce di tratti di muro specialmente sul lato est che è quello dove il terreno precipita quasi verticalmente verso la valle formata dal torrente Amò. Nel complesso la costruzione si allunga secondo l'andamento orografico, protetta ad est dal precipizio e ad ovest dalla ripida montagna.
La Rocca doveva far parte di un piccolo ma ben congegnato sistema militare che faceva perno su di lei ma si protendeva in direzione nord con la Bastia o Rocchetta, presso l'attuale bacino della centrale elettrica, e poi avanti ancora in comune di Tione, con la Via di Alta Guardia popolarmente sentér dele guardie alte che serve la località Cengli di Alta Guardia postatra i prati di "Castel" a monte ed il sentér de la semeda a valle. L'esistenza di questo sistema appare evidente in tal une delle battaglie sostenute dai Lodron per non essere cacciati dalla Rocca.
Questo complesso controllava da monte il sentér de la semeda che però, in tempi antichi, era anche sorvegliato dal basso dalle posizioni del dosso del Castello, vicino al paese di Breguzzo, e di guardie.
Oltre agli scopi militari, pare che la Rocca sia stata anche utilizzata, specialmente nei lunghi periodi in cui è stata in possesso dei Lodron che si erano abituati a considerarla come una loro dipendenza, come sede di villeggiatura estiva e base per le partite di caccia. Gli uomini dei Lodron risiedevano con le loro famiglie a Breguzzo ed a Bondo e non è da escludere che molti fossero anche di questi paesi. Probabilmente i Lodron, con la loro corte di armigeri e di servi, sono stati tra i maggiori "datori di lavoro" nella nostra zona in epoca tardo medievale.
La località, oggi come in passato, viene ufficialmente denominata La Rocca mentre il popolo, in modo più preciso, la chiama castèl de la ròca distinguendo il castello, come fortilizio, dalla rocca come oggetto geografico ossia come lo spuntone roccioso su cui sorge il castello. Per i Romani "castellum" era un'opera fortificata di ridotte dimensioni spesso corrispondente ad una "statio", stazione o posto di guardia stradale.
Il primo documento scritto alla Rocca di Breguzzo risale al 1230 e concerne l'investitura della stessa ai conti d'Arco da parte del Principe Vescovo di Trento che della Rocca è sempre stato l'assoluto Signore.
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