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Cop de Cà Veduta della Valle Cop Breguzzo


Trivena | Valle di Breguzzo | Val d'Arnò

Dal bivio presso la chiesetta alpina, proseguendo lungo il fondovalle, si giunge in località “Pianone”, dove è presente un ampio parcheggio dotato di bacheche informative del Parco Adamello Brenta. Oltrepassato il ponte, si prosegue attraverso un’agevole mulattiera entrando nel territorio del Parco. In 20’ si arriva in località Acquaforte dove sgorga un’antica sorgente di acqua ferrugginosa. Qui sono ancor’oggi presenti i ruderi dell’antica stalla costruita per il ricovero del bestiame e gli adiacenti locali della casina, oggi ristrutturati, che costituivano la omonima malga.

La salita continua tra la ricca e variegata vegetazione ed è accompagnata dal gradevole rumore dell’acqua ora turbolenta e impetuosa, ora calma del torrente Arnò. Limpida e spumeggiante l’acqua scende fra le granitiche rocce con notevoli e spettacolari salti, disegnando artistiche circonvoluzioni e formando stupende cascate. Dopo circa un’ora, si giunge alla conca di Trivena che si presenta in tutta la sua selvaggia ed incontaminata bellezza.
Qui è presente l’omonimo Rifugio, aperto sia in estate che in inverno. Questa accogliente struttura può essere utilizzata quale campo base per molte escursioni estive di diversa difficoltà, mentre d’inverno si pratica lo sci alpinismo e l’arrampicata su ghiaccio.

Da Trivena, con brevi escursioni, si raggiungono la conca del “Redont”, dove nasce il torrente Arnò, o le località di Coel e Laghisol. Si possono altresì scegliere escursioni più impegnative: le creste dei Creper di Trivena, le cime del Cop di Breguzzo e del Cop di Casa. Queste cime sono considerate degli ottimi punti panoramici poiché l’occhio può spaziare in uno sconfinato orrizzonte: dall’alta valle di Daone con le sue montagne, alle pendici del gruppo dell’Adamello, alla maestosità del Carè Alto e del Corno di Cavento, fino al gruppo di Brenta con il Crozzon di Brenta ed infine, in giornate terse, si possono scorgere le cime del monte Bondone e delle alpi di Ledro che digradano verso la pianura lombarda.

Negli anni Cinquanta-Sessanta, nella conca di Trivena, si estraeva il marmo bianco, noto per le sue caratteristiche di bellezza e lucentezza. Ancor oggi si possono visitare le cave dimesse o ammirarne alcune realizzazioni artistiche al monumento Austroungarico di Bondo, risalente al primo conflitto mondiale.



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